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Sistema parquet. Conoscere il Parquet, per amarlo e….

Il pavimento in parquet è un vero e proprio sistema, il cui equilibrio nel tempo è garantito da alcuni determinanti fattori tra cui:

– corretta scelta dell’essenza (più propriamente specie legnosa) in funzione della destinazione      d’uso

– dalla sua lavorazione e tipologia di finitura

– dalla posa eseguita secondo la regola dell’arte e con materiali idonei

 

L’essenza (dal latino essentia: pianta, arbusto) visita la sezione di approfondimento

Col crescere della domanda di legno per pavimentazione è cresciuta in modo esponenziale l’offerta di essenze disponibili, così come le lavorazioni delle stesse. Spesso purtroppo tale proliferazione non è stata accompagnata da una sufficiente conoscenza delle caratteristiche fisico meccaniche dei materiali. Derivandone serie conseguenze per il consumatore finale. Ai fini di questo approfondimento ci basti sapere che il legno è un materiale igroscopico, ovvero presenta una spiccata affinità con l’acqua. Tale affinità da origine a fenomeni di scambio. Cioè accumulo o cessione di umidità mediante meccanismi nominati rispettivamente adsorbimento e desorbimento. Questo comportamento naturale oltre ad offrire benefici importanti si può riflettere negativamente sulla nostra pavimentazione quando non lo si è considerato in modo adeguato.

Perchè il parquet si “muove”.

Si intende qui mettere l’accento sul fenomeno dei cambiamenti dimensionali delle tavole. Possono andare dalla fessurazione, in caso di perdita di umidità, o all’opposto alla formazione di bolle o distacco dal supporto in caso di carico di umidità. Compito del professionista è consigliare l’essenza adeguata a secondo dei campi di applicazione. Ad esempio in caso di massetto riscaldato non tutte le specie legnose sono consigliate, così come ambienti eccessivamente umidi richiedono legni particolarmente stabili.

Nella pavimentazione in legno infine non è MAI importante la resistenza agli urti o ai graffi quanto la sua durabilità, cioè la sua resistenza intrinseca agli attacchi da parte di organismi biologici xilofagi (funghi, insetti, batteri, organismi marini)  

La lavorazione e la finitura

La definizione PARQUET può essere attribuita solo ed esclusivamente ad elementi in legno massiccio o ad elementi composti in cui lo spessore di legno nobile sia superiore o uguale a 2,5 mm. Possono essere costituiti interamente da legno o suoi derivati. Sempre in considerazione dei fini divulgativi di questo approfondimento distinguiamo in buona maniera due grandi famiglie di lavorazione del parquet

Quale parquet? tradizionale o parquet prefinito?

  • Parquet tradizionale o massello: appartengono a questa categoria tutti i pavimenti in legno realizzati interamente nello stesso legno, senza strati di supporto.
  • Parquet prefinito multistrato: pavimenti multistrato prefiniti composti da uno strato superiore in legno nobile, il cui spessore può variare.

E’ doveroso specificare che anche il parquet massello può essere commercializzato già levigato e con finitura in superficie. Tuttavia nella comune accezione il parquet massello o tradizionale si presenta in tavole grezze di spessore variabile dai 10 mm(lamparquet) ai 14mm(listelli) ai 22mm(listoni o tavole) . Le lunghezze infine sono in funzione degli spessori e delle essenze. I suddetti elementi possono essere con o senza incastro sempre in funzione delle dimensioni e dell’essenza.

Lavorazione di posa

Questo materiale una volta incollato al massetto necessita di un processo di sgrossatura e levigatura in modo da ottenere una superficie planare ed uniforme. Successivamente si procederà alla finitura superficiale che potrà essere a vernice a cera o ad olio. Il ciclo di lavorazione risulta essere piuttosto elaborato e richiedi tempi mediamente lunghi. Nei parquet tradizionali la finitura viene effettuata in maniera artigianale sul luogo di posa in opera e segue il trattamento di levigatura e stuccatura. Essa prevede un ciclo di vari strati di cui l’ultimo è caratterizzato da una elevata capacità di resistenza all’abrasione. La verniciatura artigianale, non permette la perfezione che invece è individuabile in un prodotto industriale. A favore però avremo un aspetto più naturale dovuto anche alle imperfezioni di una lavorazione di cantiere che è del tutto diversa da quella di fabbrica. Puntini, sormonti, aloni, possono far parte di questa finitura realizzata a mano.

La finitura superficiale

I trattamenti a cera per pavimenti in legno sono costituiti da dispersioni di cere naturali miscelate con altri prodotti naturali. Peculiarità di tale tipologia di trattamento è quello di non formare un film continuo sulla superficie del legno preservandone in tal modo maggiormente il suo aspetto naturale. Ciò tuttavia comporta una protezione limitata che deve essere necessariamente ripetuta nel tempo. L’applicazione di cere è un processo generalmente compatibile con tutte le specie legnose.

Gli oli per il trattamento dei pavimenti in legno sono costituiti da miscele di oli naturali eventualmente in miscela con cere e resine. L’applicazione degli oli non forma un film superficiale, ma genera una sorta di impregnazione del legno mantenendone l’aspetto naturale. Da segnalare l’esistenza di prodotti caratterizzati da elevata penetrazione da impiegare come trattamento preliminare prima dell’applicazione dell’olio di finitura che conferisce al pavimento una maggiore protezione superficiale.

Il parquet prefinito multistrato

E’ la naturale evoluzione della pavimentazione in legno. In questo caso lo strato deputato a mantenere in equilibrio la tavola anziché essere in massello è composito. Nelle migliori lavorazioni si hanno strati sovrapposti ed incrociati di essenze nobili ma meno pregiate. Prodotto con alto contenuto tecnologico deve essere ben compreso al fine di evitare acquisti ben lontani dalle aspettative. Sul mercato si trova veramente di tutto e materiali apparentemente simili possono differire sostanzialmente nel loro valore e magari poco nel prezzo finale. Col risultato di aver pagato eccessivamente in funzione del valore reale. Le soluzioni nei prefiniti sono davvero molteplici e le tecniche di ultima generazione ci danno la possibilità di avere pavimentazioni dal sapore anticato. Unendo bellezza ed estetica a resistenza ed equilibrio nel tempo. In linea con le più recenti sensibilità verso un uso consapevole dell’ambiente i prefiniti, limitando l’uso di legname nobile, rispondono anche a queste istanze.

La posa

Dopo i cenni fatti in merito al prodotto possiamo considerare l’altro aspetto fondante del nostro pavimento in parquet: la posa. Nel nostro lavoro spesso interveniamo per la sostituzione di moquette, pavimenti ceramici, graniglie o marmette. Ma mai per sostituire un buon legno posato bene, che anzi col tempo acquista fascino e valore. Con questo intendiamo dire che troppo spesso la posa viene sottovalutata. Tanto che, purtroppo, si ritiene che questo nobilissimo materiale possa essere annoverato tra i materiali fai da te. La posa è invece a tutti gli effetti uno dei pilastri che ci possono garantire grandi soddisfazioni di unicità, praticità e bellezza nel tempo.

Il buon posatore saprà sempre quale ciclo utilizzare per la specifica essenza così da assicurare un lavoro che offrirà al materiale legnoso delle peculiarità estetiche e di prestazione garantite nel tempo.

Solo il professionista saprà agire nel pieno rispetto delle normative a tutela della vostra salute e dell’ambiente. Utilizzando solo prodotti assolutamente compatibili con le normative vigenti e BIOCOMPATIBILI.

Posa incollata 

Il pavimento viene incollato a terra, Soluzione molto usata, fino a pochi anni fa rappresentava la norma. Per l’incollatura viene stesa la colla con un’apposita spatola evitando gli eccessi. Un giunto, presente lungo il perimetro della stanza, permette le naturali dilatazioni del pavimento di legno dovute alla variazione delle condizioni igrometriche. Grande attenzione deve essere posta ai prodotti utilizzati. Deve essere richiesta la documentazione obbligatoria che ne certifichi le qualità.

Posa incollata di pavimenti prefiniti

Per il pavimento prefinito vanno scelti specifici tipi di colla essendo le liste pre-verniciate e quindi non soggette ad interventi correttivi. Con questa tecnica è essenziale la pulizia durante la lavorazione del prefinito, in quanto eventuali residui di colla potrebbero intaccare il materiale già verniciato.

Posa flottante

Il pavimento viene appoggiato a terra, sopra un apposito feltro (politene espanso, sughero ecc.). Perfetta per la posa di grandi tavole a tre strati,  garantisce anche prestazioni di isolante acustico e di barriera antiumidità. Per questo tipo di posa è importante che il massetto sia perfettamente planare, per evitare eventuali movimenti delle tavole o rumore di vuoto. Idonea solo per alcune tipologie di pavimenti prefiniti con elementi a incastro. La posa dei listoni viene effettuata adagiandoli sul piano di posa livellato e su di uno strato di isolante acustico. Gli elementi vengono fissati tramite un sottile strato di colla vinilica in corrispondenza degli incastri o con altri meccanismi.

Posa su riscaldamento a pavimento

Si tratta di una posa effettuata su massetto cementizio attraversato da tubazioni nelle quali scorre un fluido in grado di riscaldare gli ambienti attraverso il pavimento invece che per mezzo dei radiatori. In linea generale tutti i legni sono idonei ad essere posati su riscaldamento a pavimento purché siano di  dimensioni ridotte qualora si utilizzi massello e di specie legnose stabili (da evitare dunque essenze come l’acero, il faggio, o il larice). Vanno preferiti i pavimenti di spessore ridotto in quanto il legno è un isolante termico. Prima di procedere alla posa l’impianto deve essere acceso portato a temperatura massima aumentando di 10° C  al giorno. Mantenuto a temperatura massima per 10 giorni per essere quindi raffreddato mantenendolo per 5 gg alla temperatura di 20°C. Con questa operazione si assicurerà la stabilizzazione del massetto. Ad impianto spento si procede quindi alla posa, che può essere fatta con colla o con posa flottante. Sempre dopo aver misurato l’umidità con prova al carburo. A posa ultimata si dovrà accendere l’impianto portando alla massima temperatura progressivamente.

Consigli per la posa del parquet

E’ molto importante tenere conto delle caratteristiche della stanza in cui il parquet verrà posato. In un corridoio lungo e stretto, ad esempio, è molto più gradevole il parquet posato con i lati lunghi paralleli alle pareti lunghe. In modo da dare profondità e coerenza alla visione complessiva dell’ambiente.

Lo stesso principio va adottato per quanto riguarda la disposizione delle porte: è sempre più bello entrare in una stanza e vedere un pavimento in legno posato in senso ortogonale rispetto all’ingresso.

Un altro elemento importante da valutare è l’illuminazione: se le fonti di luce attraversano gli elementi della pavimentazione nel senso della lunghezza, le venature e dimensioni dei listoni saranno ancora più in evidenza. È preferibile che il lato lungo della lista sia posato verso la luce, in modo da dare ulteriore profondità all’ambiente.

Anche la dimensione dei listoni da posare va valutata in base alle caratteristiche dell’ambiente in cui verrà posato: nel caso di stanze grandi, ad esempio, è consigliabile posare un parquet a lista lunga. Darà ulteriore ampiezza all’ambiente. Mentre per le stanze piccole che saranno in buona parte coperte dai mobili è preferibile posare parquet a lista corta.

Anche le caratteristiche dei muri, poi, influenzano fortemente la scelta della posa del parquet. Se in casa avete muri fuori squadra è sconsigliabile la posa in parallelo o a correre, poiché evidenzierebbe ancora di più il difetto del muro. Più adatte, invece, risultano essere la posa in diagonale oppure la posa a spina, con cui sarà possibile mimetizzare le pareti storte.

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