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Bonus Ristrutturazioni: come funziona la detrazione del 50%

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Bonus ristrutturazioni detrazione 50%

L’agevolazione fiscale sugli interventi di ristrutturazione edilizia è
disciplinata dall’art. 16-bis del Dpr 917/86 (Testo unico delle
imposte sui redditi).

Successivamente il legislatore è intervenuto più volte, introducendo significative semplificazioni ed ampliando la portata dell’agevolazione.

Con la legge di bilancio 2017 (legge n. 232 dell’11 dicembre 2016) è stata prorogata fino al 31 dicembre 2017 la detrazione del 50% per le ristrutturazioni edilizie.

Ad integrazione di quanto sopra esposto va precisato che il 28 settembre 2017 si è svolta l’audizione alla Commissione Ambiente della Camera del Ministro delle Infrastrutture Delrio, che ha confermato la volontà del Governo di prorogare le detrazioni fiscali del 50% e del 65% per tutto il 2018 con una probabile proroga pluriennale.

Come funziona?

Si tratta di un meccanismo molto semplice che permette di beneficiare di una detrazione IRPEF per un importo massimo del 50% delle spese sostenute da ripartirsi in 10 rate annuali.

Chi può usufruire della detrazione?

Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti i contribuenti assoggettati all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), residenti o meno nel territorio dello Stato.
L’agevolazione spetta non solo ai proprietari degli immobili ma anche ai titolari di diritti reali/personali di godimento sugli immobili oggetto degli interventi e che ne sostengono le relative spese:

  • proprietari o nudi proprietari
  • titolari di un diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione o superficie)
  • locatari o comodatari
  • soci di cooperative divise e indivise

Hanno diritto alla detrazione, inoltre, purché sostengano le spese e siano intestatari di bonifici e fatture:

  • il familiare convivente del possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (il coniuge, il componente dell’unione civile, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo grado)
  • il coniuge separato assegnatario dell’immobile intestato all’altro coniuge
  • il convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1°gennaio 2016.

In questi casi, ferme restando le altre condizioni, la detrazione spetta anche se le abilitazioni comunali sono intestate al proprietario dell’immobile.

Quali sono i lavori agevolabili

Per quanto riguarda questo approfondimento prenderemo in considerazione solo quegli aspetti che incidono sugli interventi che prevedono l’installazione di impianti a biomassa legnosa.

Se ti interessa invece saperne di più puoi scaricare il Vademecum dell’agenzia delle entrate.

I lavori sulle unità immobiliari residenziali e sugli edifici residenziali per i quali spetta l’agevolazione fiscale sono i seguenti.

  A. Gli interventi indicati alle lettere a), b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (Testo unico delle disposizioni legislative e Regolamentari in materia edilizia), effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali. Si tratta degli interventi di manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia.

  B. Gli interventi elencati alle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 del Dpr 380/2001 (manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia), effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale, anche rurali e sulle loro pertinenze.

Nota bene: in caso di manutenzione ordinaria le detrazioni spettano solo per i lavori eseguiti su parti comuni dell’edificio residenziale

  F. Gli interventi effettuati per il conseguimento di risparmi energetici, con particolare riguardo all’installazione di impianti basati sull’impiego delle fonti rinnovabili di energia
Per usufruire della detrazione è comunque necessario che l’impianto sia installato per far fronte ai bisogni energetici dell’abitazione (cioè per usi domestici, di illuminazione, alimentazione di apparecchi elettrici, eccetera) e, quindi, che lo stesso sia posto direttamente al servizio dell’abitazione.

Nota bene: questi interventi possono essere realizzati anche in assenza di opere edilizie propriamente dette, acquisendo idonea documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici in applicazione della normativa vigente in materia. Quindi puoi beneficiare della detrazione anche quando non hai una vera e propria ristrutturazione in corso e senza richiedere necessariamente un’apposita autorizzazione edile.

Fai attenzione a questo punto però perchè l’agenzia specifica anche che motivo della perdita del beneficio può essere la mancanza delle autorizzazioni edili là dove necessarie.

Andrà quindi approfondita la normativa edile del Comune dove vengono eseguiti i lavori e fatta una valutazione in merito delle opere edili necessarie per la realizzazione dell’impianto. 

 

Cosa fare per avere il beneficio (e per non perderlo)

Come già accennato gli adempimenti previsti per richiedere la detrazione sulle spese di ristrutturazione sono stati, negli ultimi anni, semplificati e ridotti.

Di seguito si elencano le modalità ed i documenti da conservare.

Nella dichiarazione dei redditi sarà necessario indicare i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione.

Inoltre, occorre conservare ed esibire, a richiesta degli uffici, i documenti indicati nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011.

In particolare, oltre ai documenti indicati più avanti (comunicazione all’Asl, fatture e ricevute comprovanti le spese sostenute, ricevute dei bonifici di pagamento), il contribuente deve essere in possesso di:

  • domanda di accatastamento (se l’immobile non è ancora censito)
  • ricevute di pagamento dell’imposta comunale (Ici-Imu), se dovuta
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori (per gli interventi suparti comuni di edifici residenziali) e tabella millesimale di ripartizione delle spese
  • dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori, per gli interventi effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi
  • abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, eccetera) o, se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo, dichiarazione sostitutiva dell’atto
    di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili.

Come fare il pagamento

Per fruire della detrazione è necessario che i pagamenti siano effettuati con bonifico bancario o postale (anche “on line”), da cui risultino:

  • causale del versamento, con riferimento alla norma (articolo 16-bis del Dpr 917/1986)
  • codice fiscale del beneficiario della detrazione
  • codice fiscale o numero di partita Iva del beneficiario del pagamento.

Per questo aspetto non ti devi preoccupare eccessivamente visto che il sistema bancario è da tempo preparato e ti basterà indicare al cassiere che devi fare un bonifico per la ristrutturazione edilizia.

Attenzione: anche se potrebbe sembrarti più logico indicare il risparmio energetico ricorda che questo tipo di detrazione è legato alla ristrutturazione. Non sbagliare!!!

Quando vi sono più soggetti che sostengono la spesa e tutti intendono fruire della detrazione, il bonifico deve riportare il numero di codice fiscale delle persone interessate al beneficio fiscale.

Se i lavori sono stati pagati da una società finanziaria che ha concesso un finanziamento al contribuente, quest’ultimo potrà ugualmente richiedere l’agevolazione.

Si dovranno altresì conservare la ricevuta del bonifico e le fatture o le ricevute fiscali relative alle spese effettuate per la realizzazione dei lavori di ristrutturazione.

Come si può perdere la detrazione

La detrazione non è riconosciuta e l’importo eventualmente fruito viene recuperato dagli uffici, quando:

  • non è stata effettuata la comunicazione preventiva all’Asl competente, se obbligatoria
  • il pagamento non è stato eseguito tramite bonifico bancario o postale o è stato effettuato un bonifico che non riporti le indicazioni richieste
    In merito a questo adempimento, con la circolare n. 43/E del 18 novembre 2016, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che il contribuente non perde il diritto all’agevolazione se, per errore, ha utilizzato un bonifico diverso da quello “dedicato” o se lo ha compilato in modo errato, cioè in maniera tale da non consentire a banche, Poste italiane o altri istituti di pagamento di effettuare la ritenuta d’acconto dell’8%. Per usufruire dell’agevolazione, tuttavia, in queste ipotesi è necessario farsi rilasciare una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui il beneficiario dell’accredito attesti di aver ricevuto le somme e di averle
    incluse nella propria contabilità d’impresa
  • non sono esibite le fatture o le ricevute che dimostrano le spese effettuate
  • non è esibita la ricevuta del bonifico o questa è intestata a persona diversa da quella che richiede la detrazione
  • le opere edilizie eseguite non rispettano le norme urbanistiche ed edilizie comunali
  • sono state violate le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e quelle relative agli obblighi contributivi. Per queste violazioni il contribuente non decade dal diritto all’agevolazione se è in possesso della dichiarazione di osservanza delle suddette disposizioni resa dalla ditta esecutrice dei lavori (ai sensi del Dpr 28 dicembre 2000, n. 445).

QUESTO APPROFONDIMENTO HA L’UNICO SCOPO DI FAR COMPRENDERE QUALI SIANO BENEFICI ED ONERI LEGATI ALLA DETRAZIONE FISCALE DEL 50% IN QUANTO ABBIAMO PURTROPPO NOTATO UN’ECCESSIVA SUPERFICIALITÀ IN MERITO.

IN PARTICOLARE DEVI RICORDARE CHE IL SOLO ACQUISTO DI UNA STUFA O CAMINO NON TI DÀ DIRITTO IN AUTOMATICO ALLA DETRAZIONE MA QUESTA DEVE ESSERE INSERITA IN UN CONTESTO PIÙ AMPIO ED ESIGE CHE VENGANO RISPETTATE TUTTE LE NORMATIVE DI RIFERIMENTO PER LA REALIZZAZIONE DEGLI IMPIANTI A BIOMASSA.

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